domenica 27 dicembre 2009

Gli ultimi giorni del Condor


Ebbene, è andata.
Ne parlo solo ora perchè qualche problema tecnico mi ha impedito di farlo prima e forse è meglio così; è bene che riesca a parlarne a mente lucida, in modo da evitare di attribuire responsabilità alla cieca, magari perdendo di vista il senso di questo post.
Questo vuole essere un post di ringraziamento, non di denuncia o di accusa: ringraziamento per chi, negli ultimi sei anni ha realizzato la più bella trasmissione radiofonica del palinsesto RAI. No, non voglio togliere nulla ad altre trasmissioni che amo e che continuerò a seguire con piacere. Radiorai continuerà ad avere in programmazione trasmissioni di altissimo livello, e su quelle che verranno, bè, ci sarà da ascoltare e giudicare.
Ma questo non toglie che Condor fosse una perla. Luca Sofri e Matteo Bordone hanno realizzato il programma che mancava nel complesso Radiotelevisivo italiano. Sembra esagerato?
No, non lo è, e per diversi motivi: ora provo a riassumerne qualcuno.
- Condor era una trasmissione internazionale: no, non iniziate a pensare a pugni chiusi e falci e martelli, e a quelle note che ancora riempiono i cuori di voi nostalgici; aspettate la prossima festa dell'Unità e sfogatevi lì. Intendevo dire che la trasmissione girava intorno alla lettura dei quotidiani internazionali, dagli Stati Uniti alla Thailandia, senza nessuna soluzione di continuità. O quasi.
- Condor era una trasmissione veloce: la cosa che più apprezzavo era proprio questa. La capacità e il coraggio di trattare gli ascoltatori come persone sveglie e non come bambini quinquenni o nonnette cerebralmente atrofiche. Dare stimoli, riferimenti, citazioni, senza fermarsi ogni trenta secondi a spiegare la rava e la fava. Andar via dritti, chi ha voglia vada a cercare. E chi ha voglia, dopo un po', si accorge di aver incamerato una quantità di nozioni che non basterebbe una vita di Serena Dandini a produrre.
- Condor era una trasmissione contemporanea: partiamo da un presupposto: la cultura, per come è proposta in Italia oggi, ha dei problemi. Seri problemi. Il primo potrebbe chiamarsi anacronismo. Il secondo politica. Non sono gli unici, ma sono i più evidenti: perchè se ogni volta che il teatro arriva in televisione, nel 2009, lo fa con Dario Fo o con Carmelo Bene, ammettiamolo, il teatro sta morendo. Perchè se quando parliamo di libri parliamo solo di Garcia Marquez o di Virginia Woolf, la letteratura non sfonderà mai la porta delle nuove generazioni. Non ho nulla contro i maestri, per carità. Il problema è nei media. La cultura che sbarca in televisione, oggi, o è supportata da un ormai condiviso valore storico del personaggio, oppure è proposta su Raitre con il malinteso pretesto di una condivisione di valori col pubblico. Non abbiamo capito nulla. Senza il coraggio di proporre cose nuove, mezzi nuovi, idee nuove, siamo destinati a rinsecchirci attorno all'idea che una volta fosse tutto migliore, più alto, più pieno di valori. E allora ce lo siamo meritati Giorgio Bocca, teniamocelo e moriamo felici con "Il nome della rosa" sul comodino.
Condor aveva un'impostazione totalmente diversa. Con Condor ho iniziato a prendere confidenza con la Rete, con i blog, con i social network. Ho capito quanto fosse limitata la mia rete di informazioni, ma senza sensi di colpa da controcultura di sinistra o di destra; banalmente, seguendo le tracce che ogni giorno venivano lasciate tra un pezzo e l'altro; e dove ho deciso che ne valeva la pena, ho approfondito. Diversamente, chissenefrega e basta.
- Condor metteva pezzi che col cazzo che li avrei sentiti altrove: da Sufjan Stevens ai Magnetic Fields; dai Devotchka a Beth Orton; da Andrew Bird a Cesare Picco. Cito solo gli ultimi che mi arrivano alla mente, ma un'infinità di musica è passata sul mio iPod grazie a loro. E da lì un'altra infinità ne ho cercata, con collegamenti sulle scene nazionali o suscitate curiosità personali. Ci vuol poco quando uno ha vent'anni. A vent'anni siamo dell'idrovore. Dateci solo buche nuove in cui scavare, e vedrete che macchine da impallinamento che siamo.
- Condor consigliava libri che col cazzo che li avrei trovati altrove: Non voglio tornare sul discorso della cultura su cui ho già rischiato di impantanarmi prima, per carità; solo due cose: ho scoperto e adorato Philip Roth; ho ritrovato e approfondito Nick Hornby. Se volete, c'è da divertirsi.
- Condor parlava di film che col c...vabbè, vedi sopra.
- Condor era una trasmissione leggera: meglio precisare: non vorrei che dopo le righe appena lette vi siate fatti l'idea di una totale rottura di maroni pseudo intellettuale. No, fuori strada. Già nei primi tre anni, con Luca in solitaria, saltava immediatamente all'orecchio il linguaggio onesto e informale, privo di retorica e clichè ammuffiti con il quale la trasmissione veniva condotta; una gioia per le orecchie di chi è abituato a sentir trattare l'attualità da professori incartapecoriti o da giornalisti annoiati. Con l'arrivo di Matteo da Dispenser poi, la trasmissione ha raggiunto vette addirittura comiche. Le imitazioni con le quali spaccava a metà le argomentazioni di Luca, o gli scambi di battute tra i denti erano diventati uno dei punti di forza di Condor nella versione 2.0. Ironia. Velocità di concetto e di intervento. Combinazione pressochè perfetta. Due giganti dell'intrattenimento uniti dalla complicità di due amichetti delle medie. Provateci, voi.
Condor aveva una regia semplicemente impeccabile: i tempi d'ingresso sul pezzo, i jingle di Quark lanciati quando Matteo si lanciava a parlare di etologia e tutto il resto: grazie, Ilaria.
Probabilmente ho lasciato indietro qualcosa che nei prossimi giorni mi tornerà alla mente, ma molto di ciò che volevo dire su questo capolavoro durato sei anni l'ho detto qui. Condor è stato chiuso per un cambio alla direzione di Radio 2 che ha portato una nuova linea editoriale. Non di ascolti si tratta, badate bene, ma diverse e legittime scelte del nuovo direttore Flavio Mucciante. Inutile dire che non le comprendo, nè le condivido. Condor lascia una voragine, e i commenti agli ultimi post ne danno solo un'idea. Non è odioso il fatto che la trasmissione sia stata soppressa per dare spazio a Carlo Pastore,
(oddio)
no, effettivamente è odioso, ma non è questo il punto.
Il punto è che se di Carlo Pastore in giro per le radio commerciali ce ne sono a secchiate, di trasmissioni come Condor, non ne esistono. E se la Rai fa servizio pubblico, e lo fa con i soldi dei contribuenti (dove siete? vi vedo già col sangue sul canino) deve prendersi la responsabilità di proporre prodotti di livello più alto rispetto a chi è assillato dal bilancio della propria radio. Godibili, certo. Non sto parlando delle lezioni di fisica quantistica alle tre di notte. Sto parlando di intrattenimento. E sto parlando di intrattenimento fatto bene, cercando di far divertire l'ascoltatore spingendolo anche ad incuriosirsi e a prendere spunti per dare consistenza alla sua formazione personale. Se ci riusciamo, bene. Sennò chiamiamoci Radio Deejay, e che sia finita lì.
Nel frattempo grazie a Luca, Matteo, Ilaria, Valeria, ai tecnici, all'ex direttore Valzania, e a tutti quelli che hanno fatto volare il Condor in questi anni e che, in questi anni, giorno per giorno, hanno fatto di me una persona migliore.

mercoledì 23 dicembre 2009

Most played


Che poi uno un blog lo apre anche per motivi cretini, tipo arrivare alla fine dell'anno e pubblicare la playlist dei pezzi più suonati sui suoi iPod, iPhone e balle varie durante i precedenti dodici mesi. E quel momento è arrivato.

Blood bank - Bon Iver (39)
Feel.love.thinking.of - Faunts (29)
Holiday - Joan as Police Woman (25)
Nobody could change your mind - The Generationals (24)
Buon appetito - Dente (24)
Epilepsy is dancing - Antony and the Johnsons (22)
Gobbledigook - Sigur Ròs (22)
Nothing ever happened - Deerhunter (21)
Kim and Jessie - M83 (20)
John Wayne Gacy jr. - Sufjan Stevens (19)
I'm throwing my arms around Paris - Morrissey (18)
Train song - Ben Gibbard & Feist (14)
Quicksand - La Roux (14)
Dog days are over - Florence + The Machine (12)
Let me go - Nouvelle Vague (11)
24-25 - King of Convenience (11)
The lovecats - The Cure (11)
Your new twin sized bed - Death Cab For Cutie (11)
The snow prelude n° 15 - Ludovico Einaudi (10)
Of moon, bird and monsters - MGMT (10)
Walcott - Vampire Weekend (10)
Sing Sang Sung - AIR (10)
Organized Scenary - Au Revoir Simone (10)
Eraser - No Age (10)
Small - Portishead (10)

Disclaimer: la classifica è pesantemente influenzata da random listening e da attacchi improvvisi di sonno, ma in linea di massima sono d'accordo con me.

Poi se trovo il tempo metto giù qualche segnalazione sugli album del 2009. Ma forse no.

martedì 15 dicembre 2009

Per chiudere

Un po' per rispondere ai commenti, e un po' perchè mi sembra il caso di farlo, metto giù ancora qualche piccola considerazione sull'aggressione al Premier.


Proviamo a partire dai fatti, così come li vediamo da un paio di giorni a questa parte:


una persona con riscontrati e seri problemi di salute mentale decide, con una certa premeditazione (era partito da casa raccogliendo diversi altri oggetti che gli sarebbero potuti essere utili nella realizzazione della suo gesto folle), di aggredire il Presidente del Consiglio, democraticamente eletto (bene sottolinearlo, a volte qualcuno se ne dimentica) di uno stato libero. Aspetta che lo stesso premier finisca il comizio, indetto e organizzato da tempo per quel giorno, e che si avvii verso i suoi sostenitori. Lì si mescola alla folla dei fans e approfitta di un momento nel quale il suo bersaglio si ferma per uno dei consueti fuori programma che, ad ogni occasione di incontro con la pubblica piazza, ama concedersi da quando è in politica. Si ferma e inizia a stringere mani, ricevere regali dai sostenitori, scambiare battute. Lo fa sempre, non è una novità, non è un evento imprevedibile. L'aggressore evidentemente lo sa e ne approfitta. Si avvicina, riesce ad arrivare a non più di due metri da Berlusconi, e gli scaglia contro una miniatura del Duomo di Milano.


Ci siamo tutti fin quì? Obiezioni? Mi sembra di essere stato sufficientemente oggettivo, quindi vado avanti.


Il Premier viene ferito piuttosto seriamente al naso ed alla bocca (no, non si muore di un taglio in bocca, come non si muore di nasi rotti, ma quel che è vero è che poteva andare anche molto peggio, proviamo ad evitare l'ironia per oggi): a quel punto una parte degli uomini della scorta presidenziale lo raccoglie e lo porta verso la macchina, mentre l'altra parte cattura e trattiene l'aggressore. Bene. Anzi, no. Bene un cazzo. Non parlerò del fatto che gli uomini che devono difendere la massima autorità governativa di una nazione gli abbiano permesso di esporsi di nuovo, dopo l'aggressione, salendo sul predellino dell'auto (che lui c'ha 'sta cazzo di fissa dei predellini) perchè servirebbe un post solo per quello. Ma il fatto che uno squilibrato con un oggetto come quello in mano e la chiara intenzione di lanciarlo (nel filmato Tartaglia ha il braccio alzato da diversi secondi prima del lancio) non sia stato visto è imperdonabile. Non è stato bravo lui, banalmente non è stato visto, se non dopo. Due cerchi concentrici di guardie del corpo impegnate nella difesa dell'uomo più esposto di questo paese non hanno visto un imbecille con un cazzo di Duomo in mano e l'intenzione di lanciarlo. A questo punto, se io fossi un cittadino di quello stato, e disgraziatamente lo sono, mi augurerei che il servizio d'ordine in blocco venga rimosso e mandato a spalare merda in un'azienda agricola del basso varesotto, prima che arrivi qualcuno con intenzioni ben peggiori, e ci siamo capiti.

Detto questo iniziano le reazioni politiche. Ed è lì, nel paradiso di Marco Frittella, che riusciamo a distinguerci con decisione da un paese civile. Perchè i primi commenti che mi saltano alle orecchie sono quelli di un leader di opposizione che parla di responsabilità indiretta del Premier, (peraltro in modo meno civile di come l'ho appena messa giù io), e quello di alcuni esponenti di maggioranza che parlano di terrorismo (tralascio le tesi complottiste, i siti esultanti, i gruppi cangianti, i baroni rampanti, i duomi rotanti, cavalli e fanti). Badate bene, perchè le due tesi sono speculari per livello di stupidità. Non credo di dover aggiungere molto alle sciagurate parole di Antonio Di Pietro, bastano da sole a farsi un'idea dell'uomo. E della situazione drammatica della sinistra nell'Italia dell'ultimo decennio. Della tesi terroristica invece vorrei approfondire qualche punto, tanto per capire se pensiamo di poterci prendere la libertà di parlare e agire a cazzo, per di più in una situazione come questa e ricoprendo ruoli esecutivi, o se invece qualcosa mi è sfuggito.

Dunque, un pazzo aggredisce il premier durante una manifestazione e pochi minuti dopo sento parlare di "grave allarme terrorismo". Partendo dai presupposti che abbiamo fissato nelle prime righe di questo post, Tartaglia si è mosso autonomamente, senza avere nessun tipo di organizzazione o gruppo alle spalle. Nessun contatto, nessun disegno, nessun mandante, niente, neanche il circolo del bridge dell'ospedale psichiatrico, un cazzo di nessuno. Quindi? Forse al Ministero dell'Interno avevano elementi sufficienti per permettersi di uscire pubblicamente a parlare di terrorismo da prima dell'episodio di domenica; ma se così fosse sono davvero dotati di scarso tempismo; perchè se io, cittadino italiano, scopro che tu, Ministro degli Interni, hai in mano dossier ed elementi sufficienti a farti pensare che ci possa essere un rischio (anche remoto) per la vita del Presidente del Consiglio, e a fine comizio gli permetti di fare ciò che stava facendo quando è stato colpito, invece di sbatterlo su una cazzo di macchina e portarlo in un luogo sicuro, bè, io, cittadino, penso che la sicurezza del Presidente del Consiglio è organizzata da un branco di incompetenti, a partire dai più alti vertici. Vi immaginate un gruppo di terroristi eversivi davanti alla televisione a guardare il tg delle 20 di domenica?


- "era un matto"
- "un matto?"
- "un matto"
- "ma che daverodavero?"
- "t'o sto a ddì"
- "anvedi 'sto stronzo"
- "e noi qua a pianificà da diec'anni"
- "ma vaffanculo, spegni và. 'nnamose a fà' 'na birretta"

In alternativa, il rischio terroristico era stato valutato precedentemente di consistenza scarsa abbastanza da permettere al Premier il suo bagno di folla, e in tal caso parlare di allarme terrorismo dopo che un povero deficiente ha fatto la mossa più idiota della sua vita, sulla base delle stesse prove, valutate insufficienti a sconsigliare a Berlusconi la sua passerella sarebbe, e resterebbe, una schifosa menzogna.


Delle due l'una.


Decidete voi.

lunedì 14 dicembre 2009

Nient'altro da aggiungere

"C’è poco da dire su Massimo Tartaglia, un povero disgraziato e malato le cui giornate da domani in poi saranno ben peggiori di quelle che ha vissuto finora. Ci sarebbe molto da dire invece su quelli che davanti all’aggressione violenta a un politico provano soddisfazione e compiacimento, e magari si spingono a trasformare quella soddisfazione e quel compiacimento in un gruppo su Facebook di cui mandare allegri gli inviti in giro. O di quelli che non riescono che a rimbrottare severamente che «questo è controproducente», o di quelli che anche questa volta non riusciranno a trattenersi dal produrre le teorie del complotto più ridicole. Ci sarebbe qualcosa da dire anche sul personaggio più squallido che la cosiddetta sinistra italiana abbia mai annoverato tra i suoi esponenti, quell’Antonio Di Pietro secondo cui Berlusconi se l’è cercata, perché «con il suo menefreghismo e i suoi comportamenti istiga alla violenza», per di più dall’alto della gigantesca responsabilità che comporta l’essere il capo di un partito – per proseguire poi con quelli che neanche dopo questa tragica e incredibile uscita decideranno di consegnare la loro stima e la loro fiducia a persone più degne, o a nessun altro. Ci sarebbe molto da dire su di voi. Potremmo cominciare col fatto che siete, più di qualsiasi altra legge e leggina che sia passata in Parlamento, la minaccia più concreta alla salute della democrazia di questo paese. Che siete, più di qualsiasi Mastella e di qualsiasi Latorre, un gigantesco problema della sinistra italiana. Io non ho l’aspirazione né tantomeno la necessità di sostenere uno schieramento o una coalizione in cui tutti la pensino come me su tutto. Sono disponibile a confrontarmi, discutere e litigare su centinaia di cose, comprese quelle su cui ho meno dubbi e che mi stanno più a cuore. Ma davvero non ho nulla da spartire con voi che esultate, con voi che nicchiate, con voi che non riuscite a dire semplicemente che in una democrazia l’aggressione violenta a un politico è una schifezza triste, aberrante e fascista."

Francesco Costa, dal suo blog.


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giovedì 10 dicembre 2009

Spazio all'interpretazione




Uno dei sobrii volantini informativi affissi nella bacheca di un consultorio prematrimoniale cittadino.

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venerdì 27 novembre 2009

Coitus interruptus


"1970 - All’aeroporto di Manila nelle Filippine, Papa Paolo VI viene leggermente con un pugnale da un imbianchino travestito da prete"

Quelli di "Accadde oggi" hanno elementi che Giacobbo neanche col binocolo.

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sabato 10 ottobre 2009

Problemi alle articolazioni; vi lascio in buone mani.

Visto che ultimamente ho qualche problema ad articolare i pensieri, sono andato spulciando tra i feed, alla ricerca di qualcuno in grado di metterla giù in un modo che mi risultasse condivisibile.
Al solito, Luca.

Se l’espressione “uguali davanti alla legge” fosse davvero matematica e assoluta, non esisterebbero l’immunità parlamentare (l’autorizzazione a procedere) né l’immunità diplomatica, né quella concessa agli stessi giudici della Corte Costituzionale. Invece la Costituzione ha previsto queste deroghe. Non avendo previsto quelle contenute nel lodo Alfano, la CC lo ha dichiarato incostituzionale.


Poi, visto che ultimamente ho qualche problema anche intestinale, ho cercato qualcuno che riuscisse a tirare fuori quello che avevo nella pancia.
Benty, un genio. Ha fatto su un casino che non vi dico, negli ultimi tre giorni.

martedì 22 settembre 2009

Quelle serate un po' così

Visto che Metilparaben ha deciso di rendere partecipi i profani al giochino del mese, io ne approfitto per spassarmela un po'.
Qui affianco, il mio.

sabato 19 settembre 2009

Roma come l'Illinois

No, non è una fotogramma da Inglorious Bastards.
p.s.: la fotogallery io la vedrei tutta. Così, per sfizio.

update:

"In camicia ocra, pantaloni neri, uno stemma tricolore e un'aquila con la scritta Spqr circa sei persone si sono ritrovate in Piazza della Repubblica a Roma per la prima uscita nella capitale dei volontari della Guardia Nazionale Italiana. I "volontari della Guardia Nazionale" si sono schierati in piazza della Repubblica facendo il saluto del legionario ovvero col braccio destro alzato con tre dita aperte, poi hanno fatto un giro per via Nazionale"

Circa.

Nel senso che non sai contare o che non eri sicuro che lo fossero?
Persone, dico.

martedì 15 settembre 2009

In questo post non si parla di musica


Con lui ho sempre avuto qualche problema, sì.
Era una serata di fine dicembre del 2003, e un amico mi aveva segnalato questo pianista classico, dal cognome pesantissimo, avvezzo a sconfinare in sottogeneri non di rado esplorati da lui per primo. L'album propostomi era sul mercato già da un paio d'anni, si chiamava "I Giorni", ed era solo l'ultimo prodotto di questo artista, già noto a molti dei profani (che ebbero a tesserne le lodi negli anni successivi) per un album di un settennio prima che ebbe un discreto successo. Gli altri, quelli del giro, lo conoscevano da tempo per una sterminata serie di progetti e collaborazioni, comprese diverse colonne sonore (Nanni Moretti e Michele Sordillo su tutti). Era il periodo nel quale Studio Aperto e La vita in diretta non lo spalmavano sotto qualsiasi servizio, dal bambino addentato dal cane, al ritorno della primavera, al sto morendo di tumore ma dono il midollo alla mia figliastra perchè guarisca dalla leucemia che poi tanto c'ha il diabete e le torte sacher non le potrà mangiare mai.
Dimentico il cd in macchina (senza averlo mai ascoltato) per un mesetto buono. Poi, una sera guidando in solitudine, complice una situazione sentimentale che andava aggrovigliandosi in modo incontrollabile, decido che è ora di dare una svolta. Cambiare musica. Allungo la mano sul sedile posteriore e recupero dal mucchio proprio quel cd. Lo metto, mentre continuo a guidare e a riflettere su quello che sta succedendo alla mia vita. Nel frattempo le note si insinuano nei miei pensieri, li avvolgono. No. Di più. Ne entrano a far parte. Li condizionano, li possiedono, li spingono mentre iniziano a vorticare freneticamente, li trascinano, cullandoli, mentre rallentano. Io, quella prima volta, l'album è come se non l'avessi sentito. Come se ogni singola nota l'avesse partorita la mia mente. Non c'era più solco, nessuna distinzione, tutto era totalmente integrato, preciso, perfetto.
Ho pianto.
Vaffanculo, ho pianto.
Per un mese non ho ascoltato altro. Ne sentivo il bisogno fisico, era come se potessi rimanere solo, con me stesso e i miei privati tormenti, esclusivamente attraverso quella chiave. Una porta, non per uscire, ma per entrare. La sto facendo un po' melò, forse, ma alla fine qualcosa del genere l'abbiamo passato tutti, in una qualche misura.
Poi, basta.
Un mese dopo, all'incirca, per la prima volta, e per motivi indipendenti dalla mia volontà (che tutt'ora mi sfuggono) ho ascoltato "I Giorni" di Ludovico Einaudi completamente spogliato della veste catartica (mi odio quando uso parole del cazzo come catartica, ma funziona nel concetto) del quale lo avevo rivestito. La lampada di Aladino non funzionava più, e la vedevo finalmente per quello che era.
Sostanzialmente un album di merda.
Poco più di una roba banale e mediocre; sì, magari con qualche idea da salvare, ok. Ma poca cosa, davvero. La sbornia di quei giorni mi era passata all'improvviso, e avevo scoperto che il Don Perignon del quale mi stavo ubriacando era, in realtà, una tanica di miscela al 3%.
Disorientamento, sconforto, delusione. Non capivo bene, ma così stavano le cose. Quindi, pazienza. Sì, va avanti.
Non era finita lì, però.
Qualche mese dopo, uscì "Una mattina", e stavolta decisi di comprarlo; così, senza troppe speranze. Che poi lo shopping compulsivo non è mica una patologia femminile. Una va sulle scarpe, io vado al Club 33 in corso Umberto. Eccheccazzo.
Sorpresa.
Un capolavoro.
Travolgente, impetuoso, potente nella sua infinita dolcezza. Cristo santo. Muoio.
Per un mese.
Poi.
Uguale.
L'ho stramaledetto in privato per le pacchianate orrende che osava spacciare per musica, lui e quei finocchi che gli suonano affianco. MA NO. NO! Mi sono incazzato quasi quanto pochi mesi fa, quando quella faccia tonda con una feritoia longitudinale di Giovanni Allevi, ai mondiali di nuoto di Torino, raccontò della sua tecnica di ripassare le partiture sott'acqua. A memoria. Che poi gli restava il tempo per farsi venire l'ispirazione per i nuovi pezzi. Ma vaffanculo.
Mi aveva fregato ancora.
E ancora mi fregò in seguito.
Così per Divenire, un po' meno per Diario Malì che tutto sommato ho gradito anche oltre il mese, ma sempre così fu per Le Onde, per Eden Roc. per Luce dei miei occhi.
Un mese di assuefazione e totale annullamento del senso critico. Un mese nel quale avrei buttato Chopin e Keith Jarrett nel cesso per 'sto cazzone milanese. Un mese, solo un mese.
Quindi, se nel prossimo mese vi dirò che Nightbook, appena uscito, e appena comprato, è il più bell'album del decennio, per favore;
NON credeteci.
Grazie.

Ho appena finito di ascoltarlo.
E' il più bell'album del decennio.


venerdì 11 settembre 2009

Chiari segnali dell'imminente fine del Mondo

'spetta, che non è finita

Quando le cose si mettono male saper cogliere i segnali diventa indispensabile.

Buona fortuna a tutti.

mercoledì 26 agosto 2009

Le ultime da Obliolandia

E così ho avuto la mia dose annuale di giorni offline; uno dice male, uno dice chissenefrega, io dico bene, visto che quei giorni offline corrispondono alla mia razione 2009 di giorni in cui dedicarmi al cazzo che voglio.
Ma un po' di preoccupazioni nel "pre" ci sono sempre, tipo:
- e se nel frattempo cade il governo? (no, non quello italiano, figurati. Parlavo dell'Tagikistan)
- e se nel frattempo i Cure fanno un concerto gratuito sotto casa mia?
- e se nel frattempo ci sfrondiamo la Binetti dalle palle? (dall'andare nell'UDC, alla dipartita per volere dell'Altissimo, va bene tutto)
- e se nel frattempo si scopre una nuova cura per la psoriasi?
- e se nel frattempo si estinguono le anemoni di mare?
- e se nel frattempo Bono dice che non glien'è mai fottuto un cazzo della fame nel mondo?
- e se nel frattempo la gente smettesse d'improvviso di chiedere "ehi, come va?" alle persone che non vede da anni e che non rivedrebbe volentieri per altrettanti anni?
Ci sono quelle robe lì, che uno deve sapere.
E allora uno sta lì, ad immaginare giorni e giorni impiegando il tempo libero a spulciare feed arretrati, e a postare tutto il matriale recuperato offline, per tentare di ridare una credibilità al proprio livello d'informazione.
E poi?
E poi niente.
Sono tornato da quattro giorni ed oggi per la prima volta ho deciso di mettere mano al blog.
Non ho ancora guardato i feed.
Non ho aperto giornali.
Non ho ascoltato radio.
La tv, vabbè, quella non varebbe comunque come mezzo d'informazione, ma comunque l'ho accesa in ACQUARIO MODE.
Niente.
Niente di niente.
Vivo in un oblio odioso e colpevole, ma oltremodo rassicurante, se non altro perchè non mi girano le palle dacchè sono in questa condizione.
E non è poco.

Aveva ragione Nietzsche, cazzo.
Le pecore.
Le pecore sono felici, eccome.

Purtroppo oggi si è rotto l'incantesimo, quindi da domani ricomincierò ad essere incazzato come sempre. Ora vado felicemente a prendere a testate il lampadario.

Bentornati a tutti.

Scusate il ritardo


Ho avuto da fare
(che poi sarà pure una tamarrata, ma uno non ce la fa a resistere al magnetismo quasi morboso di toccarne un bullone e pensare a quanti cazzo ne hanno dovuti stringere)

giovedì 23 luglio 2009

martedì 14 luglio 2009

Foret Nationale (Brussels, Belgium) 17/10/1973

I concerti più belli della storia in streaming su iPhone, grazie a ConcertVault (FreeApp)
Allucinante per funzionalità, velocità, store e stabilità.
Applicazione dell'anno.

Ad ogni modo il sito si chiama Wolfgang's Vault, ed è qui.
Buon divertimento, a voi che nel 2009 non avete smesso di spipponarvi con i Pink Floyd (chi tiene 'recchie per intendere..)

lunedì 13 luglio 2009

Passi per l'autista, ma almeno..

- Fassino:
"Il partito non è un taxi, dove si si paga la corsa e si scende, ma è una cosa
seria"
- Melandri:
“A Grillo vorrei dire che il PD non è un tram su cui si può salire
all'occorrenza"
- Bersani:
”Il Partito democratico è una cosa seria e certamente non un autobus dove uno
salta su per fare un giretto"


Almeno decidiamo cosa cazzo stiamo guidando, per favore?

domenica 12 luglio 2009

Gli umori della base

CIAO BEPPE,IO SONO ASSOLUTAMENTE CONTRARIO ALLA TUA CANDIDATURA, IN QUANTO
I PARTITI PDL ELLE E PD MENO ELLE SONO DIVENTATI DELLE LOBBY DEGLI INTERESSI
PRETTAMENTE PRIVATI DELLO PSICOPEDOMAGNIACCIA'NANO, ALIAS LO PSICONANO PER I
PROCESSI CHE NON VUOLE FARE E' COME FINIRE IN BOCCA ALLO SQUALO, SE PREFERISCI
IL PARAGONE, NON SO' SE I TEMPI SIANO MATURI, MA ME LO AUGURO PRESTO CHE NOI
CITTADINI ITALIANI, NOI ISTITUZIONI REALI ( E NON I PARTITI), CI RIPRENDIAM0 NOI
IL POTERE CHE CI APPARTIENE IN QUESTA M...... DI PAESE CHE E' L'ITALIA.
ALVISE.

Uno dei sempre moderati commenti dal blog del neocandidato alla segreteria PD.
Creature tue, queste, caro Beppe.
Auguri.

Ho visto cose

Beppe Grillo si candida alla segreteria del PD.
Peter Pan invece fa sapere che aspetterà di elaborare la sua piattaforma programmatica.

Il de bello renzico

Quasi non ci sperava più.

venerdì 10 luglio 2009

Civil Twilight - Letters from the sky

Da 3:20 in poi è davvero notevole, ma io non perderei nemmeno gli altri tre minuti.

martedì 7 luglio 2009

Pop (corn) art

Chissà dov'è che ha fatto pratica, questo.
Vaglielo a spiegare adesso all'agricoltore che adesso devono portargli il campo in una galleria d'arte per un vernissage.

sabato 4 luglio 2009

New drugs (vedi insegna)


Ci mancava pure Hina

Tempi duri per noi del caffè, fottuta tecnologia.

iFohn

Paolo Attivissimo dice che il nuovo iPhone 3Gs avrebbe anche l'applicazione scaldavivande.
Nel dubbio seguo il consiglio e aspetto va'.

Oggi come ieri. Ma se possiamo non come domani.

Giuliano Ferrara, lucido quanto gli permette la natura laica del tema, sulle candidature alla segreteria del PD.

Scusate la gaffe serracchiana, ma non voterei mai Franceschini perché è
molto antipatico. Il suo supporter è Veltroni, dimostratosi politicamente un
incapace. Ma vorrei ricordare che il manifesto per il partito democratico di
Michele Salvati, da noi pubblicato, conteneva una clausola: tutti dentro il
progetto, salvo D’Alema e Marini che lo boicotterebbero. Ecco. D’Alema ha
spiegato ieri, appoggiando Bersani, che il progetto gli ha sempre fatto schifo.
Lo stesso fa Marini, dall’altra parte. Il post PCI e la post DC lodano gli
apparati, fanno gli scongiuri contro la vocazione maggioritaria e le primarie,
non vedono l’ora di rifare vecchi centrosinistra. Auguri

martedì 23 giugno 2009

Ipse dixit

“Le smentite a ripetizione rivelano solo che abbiamo una classe politica
nuova che non ha ancora assimilato il fatto che un politico è un uomo pubblico
in ogni momento della sua giornata e che deve comportarsi e parlare come tale.
[…] Quattro anni fa, e cioè in tempi non sospetti, scrissi che la nomina di
Giampaolo Sodano alla Rai nasceva dai salotti di Gbr, la televisione di Anja
Pieroni. Oggi penso che se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei
leader politici forse non saremmo arrivati a tangentopoli, forse li avremmo
costretti a cambiare oppure ad andarsene. Non è stato un buon servizio per il
paese il nostro fair play: abbiamo semplicemente peccato di ipocrisia. Di Anja
Pieroni sapevamo tutto da sempre e non era solo un personaggio della vita intima
di Craxi. La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico
deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa
regola rinunci a fare il politico”

Augusto Minzolini, neodirettore Tg1, 29 ottobre 1994.

Però sono passati quindici anni; oggi, pare abbia cambiato idea.

Cani e padroni di cani


Ora facciamo che si prova a indovinare quale tg domani la metterà nei titoli.

Io voto quello che inizia per S.

sabato 20 giugno 2009

Trentatré trentini entrarono in Trento trotter..insomma quella roba li.

Tre Italia, operatore telefonico in genere discretamente vituperato ma molto
forte sulle offerte commerciali per il traffico dati ha fatto il colpaccio. Da
luglio si aggiungerà a Voda e Tim nell’offerta del nuovo iPhone 3Gs. Gli
ottimisti sperano che le tariffe proposte siano meno indecorose di quelle
annunciate dai due giganti della telefonia mobile italiana.


Via Mantellini

Scommettiamo?

mercoledì 17 giugno 2009

Iraneidi


Francesco Costa fa il punto della situazione.

lunedì 15 giugno 2009

Per la precisione

Ho più volte ribadito, discutendo con amici, come i modi e lo stile del giornalismo da monologo non mi abbiano mai convinto, se non come esercizio di espressione teatrale.

C'è un giornalista. Uno di quelli lì. Uno che avrebbe avuto davanti una carriera in discesa, nei laboratori proiettiani o nella fucina dello Strehler. E invece decise di fare altro.
E fin qua, benissimo.

Poi però, arrivò il giorno nel quale capì; capì che la sua strada era un'altra.
Capì che non faceva più per lui nè la strada forense, nè la via del giornalismo.
Capì.

Lui era Attrice!

Lui voleva essere Attrice, e iniziò a perseguire quella strada. Iniziò ad interrogarsi su come avrebbe potuto conciliare la sua insoddisfacente occupazione con la sua irrefrenabile aspirazione.

Scoprì la televisione.

E fu così che ad Annozero iniziò ad incarnare la nuova miscela di personalità, la sintesi perfetta tra Valeria Marini, un Nicolò Ghedini di sinistra e Indro Montanelli (o così ama dire lui).

Ora è finalmente realizzato, ora sì.

Ora vive in una piccola villetta di campagna insieme al suo Ego e ai suoi due cani.
Le giornate scorrono tranquille tra le enormi pareti a specchio nelle quali, si racconta, ami vedersi riflesso per provare i nuovi pezzi che il suo pigmalione, Michele Santoro, gli concederà di proporre a inizio trasmissione.

Sono stanco.
Sono stanco di difendere per mesi il giornalismo obiettivo e impegnato, sono stanco di incazzarmi con Il Giornale e il suo strisciante e bavoso direttore. Sono stanco di indignarmi per le trovate di Vittorio Feltri. Sono stanco di cercare giorno dopo giorno la verità.
E sono stanco perchè finchè ci sarà Marco Travaglio a fare l'opinion leader di sinistra io non avrò elementi per contrastare le menzogne della stampa del signor B.
Visto che lui é l'espressione dei metodi Giordano-Belpietro-Feltri applicati alla visione dipietrista del mondo.

Faccia come crede.
Ma almeno non abbia la pretesa di prenderci tutti per il culo, grazie.

Ah, dimenticavo: un esempio, l'ultimo in ordine di tempo.
Purtroppo non l'ultimo in via assoluta, ne siamo certi tutti.

sabato 13 giugno 2009

Cose da fare

Cambiare nome.
O lavoro.

Così, per caso, un podcast

11 Luglio 2006

Minuto 10 e 40''

Daria: "A quale posizione vi sentite più vicini: rutto libero alla Fantozzi, o spinello libero alla Capezzone?"

Capezzone.

Ed è così che Daria ha sfornato la miglior battuta della sua carriera, senza nemmeno poterlo sapere.

Rarissimo caso di umorismo postumo

martedì 9 giugno 2009

Tirare le somme

A cose fatte, mi sembra doveroso tracciare un bilancio della mia personale campagna elettorale per la preferenza a Ivan Scalfarotto all'interno del mio nucleo familiare e dintorni:

  • mio padre ha votato Lega, a destra per la prima volta nella sua vita, credo;
  • mia nonna si è astenuta, chè lei c'ha n'età e al seggio si perde;
  • mia madre l'avevo convinta. Ma poi si è dimenticata il cognome e quindi non ha messo la preferenza;
  • la mia ragazza ha votato Sinistra e Libertà o Radicali, non ho capito, e comunque non l'ho convinta;

Bè, è andata bene, no?

Fossi matto

Sto esagerando, lo so.

Negli ultimi dieci giorni (poco tempo e una buona dose di pigrizia hanno fatto la loro parte) la percentuale di filmati postati mi mette in diretta concorrenza con youtube stesso.

Da oggi smetto e mi limito, promesso.

Ma non prima di questo raro esempio di giornalismo d'assalto.

lunedì 8 giugno 2009

Papi dei Valori


Dubbi sulla paternità?
Direi di no.
E' Antonio con i capelli lunghi.

A vedere bene

Almeno una buona notizia c'è.
Brava Debora.


Qui sopra la seconda parte del suo intervento all'assemblea dei circoli.
Così, per chi avesse dimenticato quante palle ha sotto, l'avvocato.

sabato 6 giugno 2009

Feel.love.thinking.of


Pitchfork quota a 7,2 il nuovo album dei Faunts.
A me è piaciuto anche di più.
update: il video del primo singolo mi sembra decisamente all'altezza.

lunedì 1 giugno 2009

I ferri del mestiere

Sai cosa?

La differenza tra testimonianza e chiacchericcio è la stessa che passa tra una registrazione e un virgolettato.

Mario Giordano, la prossima volta (se davvero pensi che i giornalisti dell'Espresso siano così imbecilli da farsi fregare così) spendi cinque euro all'Hao Mai per un registratore.

Pirla.

sabato 30 maggio 2009

Vai a sapere

Ce lo stavamo chiedendo anche noi.
Magari sarà per via del cappellino.

martedì 26 maggio 2009

domenica 24 maggio 2009

Niente scuse


Via Francesco Costa

Snobmaster

Gara di snobismo estremo, ieri, tra la mia donna radical chic e il suo parrucchiere parigino gay (per dare il quadro):

"Ah, Olivier! Quest'anno vado in vacanza a Paris!"
"Ah, sì?" (continuando a tagliare chiome, senza mostrare il minimo interesse per la cosa)
"Sì, ma solo qualche giorno. Sarà un tour organizzato interamente in bici, l'anno scorso ho fatto la stessa cosa a Berlino"
"Oh. Divertente. (senza scomporsi minimamente)"
"Già! Bè, dovrai consigliarmi qualche meta interessante, visto che diversi mesi all'anno li passi là.."
"Oh, guarda. Io la sto sempre in casa."

Gioco, partita, incontro.
Tutti a casa.

sabato 23 maggio 2009

Deja-vu

Ma il font del volantino non vi ricorda proprio niente?
Nientenienteniente?

Allora sono io che sono paranoico, scusate

venerdì 22 maggio 2009

Tira più un PIL..




Zoro tra gli indecisi, 'sto giro.

giovedì 21 maggio 2009

After all the words we sing

Indipendentemente da come uno la pensi, la colonna sonora dello spot è notevole.
Peccato solo le calze dello psicanalista.

mercoledì 20 maggio 2009

I potenti mezzi della tecnica

E poi uno dice Google.
Tenere da parte per quei giorni che "il mio è il peggior lavoro del mondo".

Mapporc!

Uno va in bagno trenta secondi e si perde le cose divertenti.
Ce l'avessi pur io, un blecchebberri.

Memori(e) condivise

Sulla panchina di un parco, due anziani signori si ritrovano a discutere dei tempi andati, lanciando briciole di pane ai piccioni, che avidamente beccano il lauto pasto, quasi increduli di tanta grazia.

"Eh, li ricordo bene quei tempi; erano anni difficili, ma noi continuavamo a tenere duro"
"Può dirlo forte. Era una generazione di persone con il senso del dovere, quella; sapevamo cosa voleva dire fare sacrifici! Sapevamo quale era il significato del termine resistere, noi!"
"Davvero, sì. Se lo ricorda B.?"
"E come potrei averlo dimenticato!"
"Quegli anni io li ho dedicati interamente a lui, sa? Davvero, non passava giorno che non parlassi di lui, che non scrivessi di lui, che non pensassi a lui. Insomma, quegli anni io li ho passati praticamente attorno a lui. Se ci penso, ora.."
"Ah, ma anch'io, sa? Guardi, non mi sono perso un intervento, un comizio, uno spot, una manovra finanziaria. Niente. Dove lui c'era, c'ero anch'io. Nemmeno un processo. Lui si faceva processare, e io ero la. Lui faceva dichiarazioni spontanee, e io c'ero. Lui veniva assolto, e io ancora lì"
"Incredibile ciò che accadde in quegli anni, no?"
"Incredibile, già."
"No, dico sul serio. Mai vista una cosa così"
"Sì, sì, ha ragione. Tanto ormai l'ha capito come la penso."
"Certo, ci capiamo noi due. L'ho visto subito; modestamente, ho un certo fiuto"
"Sa che le dico? Che una serie di ingiustizie così non si sono mai viste, mai!"
"MAI! Delle cose ve-rgo-gno-se! Che a pensarci, oggi, guardi, mi si arriccierebbero i capelli, ad averli ancora"
"E Mills? Se lo ricorda Mills?"
"Quello scimunito! Certo che me lo ricordo!"
"Una campagna di disinformazione in piena regola!"
"Ah, ma quelli lo sapevano fare il loro mestiere, lasci che glielo dica. Gli davi in mano un fatto finito, compiuto, impacchettato, e loro? Loro non c'era verso che lo accettassero. Quante volte hanno rigirato a piacimento la realtà? Erano delle iene, può contarci!"
"Ah, sì. Quelli sì!"
"Meno male che poi le cose sono cambiate"
"Ah, sì. Bè, dopo l'assoluzione tutti hanno capito da che parte stava la verità"
"Assoluzione? Quale assoluzione?"

E fu così che Marco Travaglio e Luigi Galluzzo se ne andarono, immersi nel fruscio dei piccioni, con un lieve senso di frustrazione e la forte sensazione di non aver capito un cazzo di quella bella mattinata di primavera del 2040.

lunedì 18 maggio 2009

Quando uno dice sfiga

Non era facile, baby.
Non era facile.

Vodafone è il Male

Confesso, ho fatto una ricarica da 25 euro giusto per ritrovarmi i punti necessari a fare il titolo.

domenica 17 maggio 2009

La donna che usciva con papi

No, aspetta.
La notizia non è che lei reciti con Ornella Muti e la figlioccia: la notizia è che Ornella Muti e la figlioccia recitino per il regista di un cortometraggio che sembra un film di Bruce Lagodigarda.


p.s.: il muso giallo (cit.) balbuziente è da antologia.


E il comandante in capo sarà Topo Gigio

"Non si capisce a che titolo parli questa signora Boldrini e, per dirla con
La Russa, ce ne freghiamo.
Noi non accettiamo lezioni di democrazia da nessuno", aggiunge Gasparri.

Insomma, tutte le volte che qualcuno, a forza di gridare al lupo, al lupo! riesce a farmi venire un qualche remoto dubbio che questa democrazia corra dei pericoli concreti, arriva Gasparri.

E io dormo tranquillo.

Chiedermi di credere che a smantellare l'impianto democratico di questo stato sarà Gasparri sarebbe come cercare di convincermi che Sbirulino, in realtà, sia il figlio stronzo di Charles Manson.

sabato 16 maggio 2009

Bene

I Coldplay pubblicano il nuovo live e lo mettono in download gratuito quì;
detto questo, al primo ascolto non mi sembra che dica niente di nuovo. Comunque, è a gamba, chettefrega.

update: no, aspetta, c'è una versione strappalacrime di the Hardest part/Postcards from faraway che mi sembra notevole.

mercoledì 13 maggio 2009

Hai visto mai questi si divertono

E' vero. Esiste differenza tra immigrazione regolare e irregolare. Dei migranti provenienti dall'Africa sub-sahariana diretti in Europa c'è una percentuale che va dall'8 al 20 per cento che prosegue il viaggio clandestinamente. Un quinto, nella peggiore delle ipotesi. E i motivi non sono il piacere di provare il brivido dell'illegalità o una malsana passione per gli extreme-travel (ma sì, i biglietti aerei per l'Italia costano molto meno, ma vuoi mettere la figata?); il problema più diffuso resta la condizione politica del paese di provenienza. Scrive Christopher Hein, direttore del Consiglio italiano per i rifugiati, che la percentuale dei potenziali richiedenti asilo politico (potenziali, ok? Cioè quelli che potrebbero avere possibilità di vedere accolta la loro richiesta; che poi, annusata l'aria, molti non ci provino nemmeno più è altra storia) si aggira attorno al 30 per cento degli immigrati clandestini dalle rotte africane. Il dato mi sembra significativo, o comunque sembra diverso da "praticamente nessuno".
Ora, le strade sono due: o decidiamo di far finta di nulla e li riportiamo tutti indietro (tanto noi siamo il paese delle libertà e facciamo un po' come cazzo ci pare), il che sembra una scelta azzardata, ma sull'onda del consenso popolare non così remota;
oppure, al di fuori degli annunci tipo "Signora! non si preoccupi, continui pure a impostare la sfoglia che ci penso io a tenere lontani quegli extranegri", decidiamo di prendere atto del fatto che c'è gente che può e vuole ricostruirsi una vita in Europa, e può farlo solamente se qualcuno gliene riconosce il diritto.
Che sia l'Italia o la Libia a farlo.

(p.s.: alzi la mano chi di voi non sarebbe felice di sapere che a decidere dei suoi diritti sia il simpatico e democratico Gheddafi. Daaai!)

lunedì 11 maggio 2009

Ecco dove li avevo già visti

“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti
di loro puzzano perchè tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si
costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove
vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro
affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due
e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro,
sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi
dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente
davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani
invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a
mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se
ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perchè poco attraenti
e selvatici ma perchè si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo
agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri
governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non
hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e
quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali.”


Il testo è tratto da una relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912. La relazione così prosegue:

“Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e
ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli
americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il
salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima
relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti
di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima
preoccupazione”
.

Grazie a Bastet

lunedì 4 maggio 2009

Diversamente abilitati

A differenza di quello che voleva presentare un'interrogazione parlamentare a cazzo, Vittorio Zambardino ha deciso di far partire la discussione sul suo account Facebook (inspiegabilmente disabilitato) proprio lì, sul campo di battaglia: la rete.
Dieci ore e centinaia di commenti dopo, Facebook lo ha riabilitato.

Vuoi vedere che a Palo Alto sono più sensibili a un moto di indignazione duepuntozzzero che ai latrati parlamentari di un leghista ferito?

Annuncio

Cercasi opuscolo "Una storia italiana" inviato da cav. Berlusconi Silvio in occasione elezioni politiche 2001: anche usato, importante risulti fruibile; motivato all'acquisto da sensazione che suddetto opuscolo sottoposto a lettura odierna possa procurargli smisurate soddisfazioni.

Tel. ore pasti.
Ma anche nel cuore della notte va benissimo, grazie.

mercoledì 29 aprile 2009

Radio Macondo

Oggi pomeriggio, in radio, i Modena City Ramblers facevano un'ospitata per parlare del loro nuovo progetto, come al solito impegnato, appassionante e condivisibile;
Non li ascoltavo da anni, ormai; il rapporto, già di molto indebolito nel corso degli anni, si era definitivamente lacerato dopo l'uscita di Cisco dal gruppo; era stato doloroso, per davvero.
No, no, non doloroso come per qualsiasi altro gruppo agli occhi di un fan, no, ve lo assicuro.
Loro avevano una cosa in più, assolutamente straordinaria; non erano tecnici, assolutamente non originali, non erano esaltanti dal vivo; ma andare a un concerto dei Modena, per diversi anni della mia vita, era l'unico modo di sentirmi davvero a casa.
Il pubblico.
Il pubblico, cazzo.
Quello era il loro punto di forza.
Persone che avevano non solo gusti musicali, ma una visione comune del mondo, ci si illudeva.
A ogni nuovo album non si pensava a quanto fosse ben studiato, ben suonato, ben arrangiato. Chissenefrega.
Si pensava cosa diavolo ne avrebbero pensato gli altri, quali emozioni avrebbe suscitato, ci si immaginava i concerti futuri, le birre, le sigarette, le discussioni, le nuove amicizie.

Oggi è stato diverso.
Oggi li ho ascoltati come faccio con chiunque altro, analizzandone l'esecuzione, il suono, la voce, i testi, e tutto il resto; è stato come guardare una donna che non vedevi da anni, e che per anni hai amato e chiederti come diavolo avesse potuto piacerti anche solo per un secondo;
è stato frustrante.

Sono cambiato. Io, non loro.

Peccato,
è stato bello, finchè è durato.

Oh, please, stand by me..

La storia è questa:
quattro anni fa nasce "Playing for change", un progetto pensato per parlare di musica, di solidarietà, ma soprattutto di persone; e sono proprio le persone insieme alla sua natura multiculturale e all'estensione geografica a renderlo grandioso;

la storia e il fimato li trovate quì;
cinque minuti per ricordarsi che il mondo non è solo kebab, papi, ciarpame, e Cofferati;

grazie ad anecòico

martedì 28 aprile 2009

Fabulous!

Tocca prendere l'aereo, 'sto giro.

Deja-vu

Oggi Enrico Letta era a Mantova, a farsi presentare il libro da Bruno Tabacci.





lunedì 27 aprile 2009

Think different


Maurizio dice che tra le scuole italiane e quelle americane qualche differenza, effetivamente, c'è.

domenica 26 aprile 2009

All'anima de li mortacci


I votanti del sondaggio di Famiglia Cristiana sui personaggi più simpatici del Vangelo hanno un discreto senso dell'umorismo.

sabato 25 aprile 2009

T.S.O. alla Camera

Temo che Gabriella Carlucci sia impazzita.

A volte, ritornano

Ma che ci fa in Germania?
E l'Africa?


p.s.: la virgola nel titolo, per chi sa cogliere il riferimento. Altrimenti niente.

giovedì 23 aprile 2009

Par condicio


Tocca a noi, fatevi sotto.

p.s.: stasera ho avuto tempo da perdere

martedì 21 aprile 2009

Critical rèmulass


Pippo c'è, e pedala con noi

Eppi bordai tu mi!

Commento saturo di entusiasmo immotivato per festeggiare il centesimo post.
E ora tutti a fare il trenino.

lunedì 20 aprile 2009

Ssshhhh!! guarda chi entra!!

Questa è splendida.

Scemate


Il leggendario Paul the Wine Guy propone il giochino della settimana: il generatore di cartelloni dell'UDC;
Sopra, il mio.

Certe facce


Tenere a mente, se ne parlerà ancora.

O almeno ci spero.

p.s.: il fotografo è Luca Sofri, per dire.

domenica 19 aprile 2009

Dietro le quinte



La storia è certamente da contestualizzare in un panorama di miseria e di disagio assoluto.

Ma fa comunque piuttosto schifo.

Riequilibrare

Ok, ammetto di aver riso molto.

In RAI sono diventati scemi.
Ma davvero.

domenica 12 aprile 2009

Pro memoria pasquale

“L’interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o
sproporzionate rispetto ai risultati ottenuti può essere legittima. Si rinuncia
all’accanimento terapeutico. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di
non poterla impedire. Le decisioni spettano al paziente, se ne ha la competenza
e la capacità, o altrimenti a coloro che ne hanno legalmente diritto,
rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del
paziente.”

Cardinal Joseph Ratzinger, catechismo della Chiesa cattolica, 1994, par.
2278.

Hai visto mai che torni buona.


Via Luttazzi

First prize




Per la categoria: "il gioco di parole più scemo del giorno di Pasqua lo facciamo noi"

sabato 11 aprile 2009

Pulizie di primavera


Enrico Letta prepara il terreno per ritrovare i vecchi amici (Casini, s'intende).

Fatti in là.

E fallo presto, che devo passare con la scopa.


Grazie a Pippo.

venerdì 10 aprile 2009

Castastrofi innaturali

Francesco Costa fa previsioni agghiaccianti sul futuro di Nostradamus

giovedì 9 aprile 2009

ArrampiNcatori

Chissa che strano lavoro faceva questo.

martedì 7 aprile 2009

Amo fatto er botto

Una volta di più, a lezione di sensibilità dal Tg1.

Eh, già

"Siamo ancora abbastanza scossi"


Emma D'Aquino, inviata del Tg1 da Onna, poco dopo il forte terremoto delle 19 e 35

Cagare fuori dal vaso

'Sto giro si poteva farne a meno.

Strategia d'uscita





















Mia madre è fermamente convinta che non sarà la tecnologia a salvare il mondo.

Prova con "ciarlatano"

Quelli de Il primo cerchio chiudono definitivamente la questione del fantomatico ricercatore "preveggente".
Purtroppo temo che la questione si rivelerà tutt'altro che chiusa per i media.

E per gli sciacalli.

lunedì 6 aprile 2009

Earthquake on the radio

Brusco risveglio, stamattina.
Tutta la giornata è trascorsa così, al lavoro, in auto, le cronache del disastro si facevano più dettagliate, e sempre meno confortanti;
ho apprezzato la linea tenuta da Radiorai che , perfino su Radio2 (dedicata solitamente all'intrattenimento), ha scelto di stravolgere il palinsesto e di fare un ottimo (davvero, finalmente) servizio pubblico; non voglio dire che questo fosse l'unico modo di affrontare la cosa, per carità (chi ha scelto di fare intrattenimento nonostante tutto non ha certo percorso una via semplice), ma Radiorai è riuscita a gestire la tragedia con sensibilità e buonsenso, dando spazio ad appelli e testimonianze utili e circoscrivendo polemiche idiote e dichiarazioni farneticanti (Di Pietro su tutti, ma l'elenco è lunghissimo).
Paradossalmente il livello dell'informazione si abbassava notevolmente in corrispondenza dei Gr, dove, come al solito, si è fatto largo sfoggio di espressioni abusate e di pigrissimi clichè giornalistici (l'ultimo è stato un capolavoro di mixaggio: "...nel frattempo si è prontamente scatenata la macchina degli aiuti dall'estero..."), ma per il resto la gestione del palinsesto è stata impeccabile.
Bravi.

Poi sono arrivato a casa, e ho fatto l'unica cosa intelligente che mi venisse in mente:
ho preso la bici e ho pedalato come un pazzo per quaranta chilometri.

Non sarà servito a niente,

ma mi sono sentito meglio.

sabato 4 aprile 2009

Obama fried chicken

Forse stiamo esagerando.

Cos'è che non mi torna?


Così, tanto per dirne una.









p.s.: il manifesto è vero, giuro.
Grazie a Pippo

venerdì 3 aprile 2009

"Get out of my property"

L'altra sera, in colpevole ritardo, sono andato a vedere Gran Torino;
C'è una cosa da dire: la storia non è male, ma sono quasi certo che senza questo strepitoso ottantenne ad interpretare in toto la parte del vecchio reazionario reduce della guerra in Corea, probabilmente mi sarei addormentato molto prima del colpo di genio finale;
la storia è costruita da lui e su di lui, non ce n'è; non riesco a immaginare nessun altro al suo posto.
Perchè quello non è un ruolo, quello è proprio il vecchio Clint.
Integerrimo, scontroso, ultraconservatore, razzista, abitudinario, orgoglioso; molto più legato ai suoi ottanta metri quadri di giardino che alla vita dei suoi figli, che, peraltro, ricambiano;
Tutti i clichè tipici dell'americano medio del midwest sono rappresentati alla perfezione da Clint e da quello che Clint ha rappresentato in tutta la sua carriera (ultimo splendido decennio escluso);

Un'altra cosa: quando uno arriva a ottant'anni in genere ci si accontenta che sia ancora autosufficiente; lui oltre a dimostrare una volta di più una lucidità mentale e una sensibilità fuori dal comune, è uno di quelli che se ti dice: "ti sei mai accorto che c'è qualcuno che è meglio non fare incazzare?" tu, capisci immediatamente che sta parlando di se stesso.
Foss'anche in pigiama in mezzo ad un esercito di energumeni armati.
Figo oltre ogni limite.

I love this game

La settimana scorsa quello sbragone di Dwayne Wade ha infilato il canestro dell'anno, e poi ha sfidato chiunque a riprovarci:
LeBron James gli ha fatto capire che può tranquillamente andarsene a pelare patate.

Ma figurati

Gira voce che il prossimo direttore del TG1 sarà Maurizio Belpietro.
Ma tanto io non ci credo.

mercoledì 1 aprile 2009

Pappappero



In Francia si è già arrivati al sequestrare imprenditori;

A Verona, invece, lo scontro sociale lo gestiscono diversamente.

Pesi e misure

E quindi adesso lo arrestiamo per calunnia, no?

lunedì 30 marzo 2009

"Magari c'è già stato"

Folgorante risposta di Ivan Scalfarotto a Claudio Sabelli Fioretti che gli chiedeva "Ci sarà mai un gay presidente della Repubblica?"

L'intervista completa su La Stampa la trovate qui.

sabato 28 marzo 2009

Insaccato


Sbirciando sul sito italiano di Wired, mi sono imbattuto nell'incredibile storia di Leonardo Notarbartolo, il ladro del decennio, fottuto da un salame.

Homeless?


Pare che il nostro Ministro degli Esteri non se la passi granchè bene.

MarkeTIM / 2 (Finito, ora?)

Oggi sono scatenati e mi segnalano anche che GATE *** che se valeva per il buon baldovin farò mica pubblicità a voi PER RINNOVO LOCALI SVENDITA TOTALE COLLEZIONI PRIMAVERA ESTATE TUTTO 70 X 100 scritto così, giuro GATE *** segue paese e uscita dell'autostrada
Belli i tempi in cui ti rompevano le palle solo con le offerte promozionali della compagnia telefonica.

MarkeTIM

E va bene, c'è la crisi, lo sappiamo
Però a me che TAXI DI BALDOVIN PAOLO faccia SERVIZIO TAXI CON CONDUCENTE e vorrei pure vedere farlo senza COMPRENDE SERVIZI SUL LAGO DI GARDA E PROVINCIA DI BRESCIA e 'sti gran cazzi PER INFO 33553359** eh, no che non te la do la soddisfazione di mettere il tuo telefono intero anche qui dopo che la Tim mi manda i messaggi promozionali sulla tua schifosissima carretta gialla per giunta sul telefono delle emergenze.
Da oggi, manco fossi l'ultimo taxi rimasto sulla terra ed io dovessi accompagnare mia figlia incinta a partorire.

Give up the fight

Ecco un altro che sbaracca.

Armi improprie


Avevo deciso di tralasciare per un po' il Santo Padre e le sue frequenti scemenze, ma poi la striscia di Gipi sul numero 787 di Internazionale (arrivato, in ritardo, oggi) mi ha fatto cambiare idea.
Santo subito.
Lui.

venerdì 27 marzo 2009

Spaghetti web


Dopo le inquientanti e liberticide proposte di legge D'Alia e Carlucci sulla regolamentazione della rete, pare che uno spiraglio di luce si intraveda all'orizzonte.



Dal blog di Francesco Costa

mercoledì 25 marzo 2009

Gazzella is better


Nello zoo di Bangkok pare siano dotati di parecchio senso dell'umorismo.










Grazie ad Ale e Charlie

martedì 24 marzo 2009

Scimmia tua sorella!


A duecento anni dalla nascita di Charles Darwin qualcuno continua ad avere qualche dubbio.

domenica 22 marzo 2009

It's time for change


In Francia iniziano a pensare che sia ora di passare oltre.

sabato 21 marzo 2009

Avercene


"Lo snobismo non è un passatempo per spocchiosi intellettuali; è un modo per salvarsi dalla volgarità che ci circonda"


Stasera Franca Valeri era a "Che tempo che fa".
Nonostante la sua malattia sia nota da anni, il primo impatto è stato scioccante.
Poi ha iniziato a parlare;
La capacità di strappare il velo dell'umana compassione dalla sua immagine attraverso l'ironia è probabilmente il più strepitoso lavoro teatrale che io abbia mai visto; dopo cinque minuti non mi ricordavo nemmeno più della malattia.
Meravigliosa, e basta.

Sarà stato romeno

Quando si dice misurare le parole

martedì 17 marzo 2009

The killer in me is the killer in you

A chiunque abbia un iPod o un lettore mp3 e si conceda il sottile piacere di lasciare la playlist nelle mani della funzione random sarà capitato, ogni tanto, di pensare una roba tipo "cazzo, ma com'è che mi sono dimenticato di ascoltarla per tutto questo tempo?"
Oggi a me è capitato con questa.

p.s.: il video fa piuttosto schifo; ascoltatela a occhi chiusi, funziona meglio.

lunedì 16 marzo 2009

Basta casini!

Insomma, oggi pomeriggio, mentre ero in coda nel centro di Verona mi è scivolato l'occhio su sta cosa quì;

adesso appena capisco con chi diavolo ce l'avessero e perchè abbiano deciso di fare un manifesto completamente privo di senso, vi faccio sapere qualcosa.

Stanno arrivando diverse ipotesi:

  1. I vicini di casa di Azzurra e Pierferdi hanno un rapporto conflittuale da sei mesi a questa parte, e lui ha deciso di mandar loro un segnale forte;
  2. Il pechinese di Azzurra si azzuffa in continuazione con lo siamese di Pierferdi, e così hanno deciso di rendere pubblica la questione per vedere se l'imbarazzo per lo sputtanamento li placa;
  3. Gli operai che stanno facendo i lavori di ristrutturazione a casa loro non fanno che sbraitare in continuazione, e il cruciverba nel quale Pierferdi sta riversando tutte le sue energie intellettuali da mesi, non ne trae giovamento (quel maledetto nove verticale, cazzo);
  4. Azzurra non si perde una puntata di x-Factor, ma questa continua rissa tra Morgan e la Ventura la sta sfinendo; dopo un paio d'ore dall'aver chiesto a Pierferdi se non ci fosse nulla da fare per sopperire a questo strazio, lui si presenta sulla porta della camera da letto con questo capolavoro comunicativo in mano, corredato da un sorrisetto vispo tipo quello di Calderoli; lei si volta dall'altra parte emettendo un gemito di compassione, lui lo prende come un segnale d'approvazione e corre a tappezzare la città;
  5. Hanno sbagliato: il messaggio originale era: "smettetela di lwkrxdkfrad";
  6. Pierferdi ha delegato la sua campagna elettorale agli autori dei Teletubbies;
  7. Pierferdi ha deciso di candidarsi a sindaco di Topolinia;
  8. I testimoni di Geova hanno falsificato la firma di Pierferdi;

Appena ne so qualcosa di più aggiorno, promesso.

domenica 15 marzo 2009

Tutto il resto è noia

La nuova grandiosa puntata di Tolleranza Zoro.
Daje.

sabato 14 marzo 2009

Ma Peppone?


Qualche giorno fa Francesco Costa parlava con toni freddini di Spinoza e, tutto sommato, mi associo;

ma quando l'azzeccano, l'azzeccano, dai.


Berlusconi: "Cattocomunista!".
Franceschini: "Clericofascista!".
Ah, vedo che vi conoscete già.


Questa fa ridere, per esempio.


Ah, ma l'hanno detta davvero?


giovedì 12 marzo 2009

Sì, e mo parla!

Eh, sì; parla.

Not in my name

A scanso di equivoci, avere un blog non significa condividere i deliri di un vecchio fanatico.

p.s.: provate a mettergli un turbante in testa e un kalashnikov in mano e vedete un po' a chi assomiglia.

mercoledì 11 marzo 2009

Fair play

Manchester-Inter, 53esimo minuto, due a zero per il Manchester;
Cristiano Ronaldo dribbla quattordici giocatori dell'Inter, due steward, un guardalinee, l'arbitro, un venditore di panini, un giocatore del West Ham che era in tribuna a vedere la partita ma che non era riuscito a dribblare in campionato, finchè non arriva Balotelli che, subito dopo essere stato scartato dal portoghese (al quale non era rimasto nessun'altro da saltare), lo abbatte a fucilate.

Salvatore Bagni ha un amarcord dei bei tempi andati, quando anche lui ne tirava giù come fossero poiane, e commenta così:

"certo,
poi non si venga a lamentare quello lì; giochi pure la sua partita, ma non si
deve permettere di prendere in giro gli avversari in questo modo"


Meno male che il prossimo provvedimento di revisione dell'attività venatoria prevederà la caccia aperta a dribblomani e calciatori virtuosi.

Li prendiamo, Salvatore, li prendiamo quegli stronzi.

Coffees in their summer clothes


Lo dico?
La confezione è decisamente meglio del prodotto, ecco.

martedì 10 marzo 2009

Only the bravest will survive

Negli ultimi giorni, in situazioni e contesti diversi, mi è capitato di ascoltatare un paio di commenti/recensione su musicisti del passato, che ora non starò a citare, non importa;
quello che mi interessava maggiormente sottolineare era come, in entrambi i casi, verso la fine del commento uscisse una cosa del tipo: "e poi c'è anche da dire che è sempre rimasto uguale a se stesso".

personalmente la trovo una postilla insopportabile, odiosa e velatamente maligna; insomma, proprio non capisco il perchè si debba inserire, nella tara complessiva del valore artistico, il fatto di aver intrapreso una linea stilistica e di averla seguita per tutta la carriera; voglio dire, non è possibile che la Pausini faccia le stesse cose da vent'anni semplicemente perchè le piace, per esempio? O peggio, perchè ha scoperto che con quel tipo di pop lì ci sbancava il Box Office?

Perchè diavolo una band tipo gli Smiths (solo esempi, sia chiaro) deve passare tutta la carriera con gente che gli rompe le palle "eh, ma Hatful of Hollow era molto meno pop, si sono infighettiti con il passare degli 80's..."?

Insomma che razza di merito è "rimanere uguale a se stessi?"

Trovo decisamente più coraggiosa la discontinuità, il coraggio di intraprendere strade e percorsi diversi, semmai; tantopiù che quel tipo di argomentazione viene spesso utilizzata per artisti rimasti in qualche modo "di nicchia"; ma una nicchia, per quanto angusta, può dare la certezza di ritrovare lo stesso pubblico ogni volta che si ripropone la solita sbobba; mi sembra una scelta limitante e codarda, non coraggiosa, il coraggio è un'altra cosa; il coraggio è reinventarsi ad ogni nuovo progetto, ad ogni nuova produzione;

Prendete Solal, per esempio:
questo fonda i Gothan Project, fa diventare un tanguero anche l'ultimo degli imbianchini della Val Trompia, vende una valanga di copie dei suoi album, e poi, da un giorno all'altro molla tutto, tira su una masnada di cowboys e cowgirls e produce quella meraviglia country che sono le Moonshine Sessions.

Chi è più coraggioso?

Quindi, ve lo chiedo per favore, vi scongiuro

Smettetela di dirmi che Vasco Rossi è un tipo coraggioso, vi prego, e vi giuro che non romperò più le palle con un panegirico tipo questo

Basta

Grazie